In scena
Produzioni
Opera e teatro musicale, in scena e dietro le quinte.
Alberto Allegrezza è il tenore buffo del teatro musicale antico, e tra i ruoli comici per cui è conosciuto ci sono Meneca Vernillo ne Li zite 'ngalera e Bragherona ne L'opera seria al Teatro alla Scala, Filaura ne Il pomo d'oro e Dirce ne La Dori alle Innsbrucker Festwochen der Alten Musik, Delfa ne L'empio punito, Arnalta ne L'incoronazione di Poppea; e, in disco, Erisbe ne L'Artemisia di Cavalli.
Al canto è arrivato dal flauto dolce: il diploma con Paolo Faldi al Conservatorio «A. Pedrollo» di Vicenza, poi lo studio del canto con William Matteuzzi, Gloria Banditelli e Gabriele Lombardi.
Come cantante e come strumentista ha collaborato con Les Talens Lyriques, Accademia Bizantina, La Cetra, Auser Musici, Cantar lontano, Odhecaton, La Venexiana, L'Homme Armé, Modo Antiquo, Concerto Romano e la Cappella musicale di San Petronio.
Alberto Allegrezza è nato a Corinaldo. Intraprende la sua formazione musicale come strumentista, diplomandosi con lode in flauto dolce al Conservatorio di Musica «A. Pedrollo» di Vicenza, sotto la guida di Paolo Faldi. Successivamente si dedica allo studio del canto con William Matteuzzi, Gloria Banditelli e Gabriele Lombardi. Il suo peculiare percorso artistico lo conduce a esplorare in modo approfondito le dimensioni espressive del teatro tra Cinque e Seicento e della Commedia dell’Arte, attraverso le collaborazioni con Riccardo Perraro, Gianfranco de Bosio ed Enrico Bonavera. Artista dalla spiccata versatilità, affianca all’attività di cantante e strumentista una consolidata carriera come regista, attore e docente, affermandosi in ambito internazionale.
Come cantante e strumentista, sia in veste solistica sia nell’ambito di ensemble specializzati, collabora con alcuni dei più autorevoli protagonisti della prassi esecutiva storicamente informata, tra cui Les Talens Lyriques diretti da Christophe Rousset, Accademia Bizantina diretta da Ottavio Dantone e La Cetra diretta da Andrea Marcon, Odhecaton diretto da Paolo Da Col, Modo Antiquo diretto da Federico Maria Sardelli, oltre alla Cappella Musicale di San Petronio di Bologna sotto la direzione di Michele Vannelli. Questa intensa attività lo porta a prendere parte alle produzioni di prestigiose istituzioni e festival internazionali, tra cui il Teatro alla Scala di Milano, il Maggio Musicale Fiorentino, le Innsbrucker Festwochen der Alten Musik e il Festival «C. Monteverdi» di Cremona, oltre a numerose altre importanti realtà europee.
La profonda conoscenza del linguaggio mimico e gestuale del teatro storico, unita alla particolare cura della parola, della dizione e dell’interpretazione del testo, fanno di Alberto Allegrezza uno degli interpreti caratteristi più riconoscibili e apprezzati del teatro musicale antico. La sua spiccata vocazione teatrale emerge in una galleria di personaggi dalla forte presenza scenica, tra cui Meneca Vernillo al Teatro alla Scala, ne Li zite ’ngalera di Vinci, sotto la direzione di Andrea Marcon e con la regia di Leo Muscato, Bragherona ne L’opera seria di Gassmann sempre al Teatro alla Scala, in una coproduzione con il Theater an der Wien firmata da Laurent Pelly, Dirce ne La Dori, con la regia di Stefano Vizioli, Delfa ne L’empio punito, con la regia di Jacopo Spirei, Arnalta in Incoronazione di Poppea, ed Erisbe — in disco — ne L'Artemisia sotto la direzione di Claudio Cavina. Alle Innsbrucker Festwochen der Alten Musik ha riscosso particolare successo nel ruolo di Filaura nel monumentale allestimento de Il pomo d’oro di Pietro Antonio Cesti, con la regia di Fabio Ceresa, confermandosi raffinato interprete di ruoli buffi che richiedono spiccate qualità attoriali e una profonda conoscenza della prassi teatrale storica.
La sua ricerca artistica affonda le radici nella figura dell’attore dell’Arte, interprete poliedrico capace di integrare musica, parola, gesto e movimento in un’unica esperienza scenica. Da questa prospettiva nasce Dramatodía, compagnia da lui fondata e composta da musicisti, attori e danzatori, con la quale sviluppa una visione della musica antica profondamente legata alla sua originaria dimensione teatrale, evidenziando la profondità dei contenuti psicologici, sentimentali e drammaturgici. Nei progetti della compagnia Allegrezza cura personalmente anche l'ideazione e la realizzazione di scene e costumi.
Particolarmente approfondito è il suo studio del gesto codificato nel teatro del tardo Rinascimento e del primo Barocco, ambito nel quale svolge un’intensa e riconosciuta attività didattica come docente di gestualità teatrale antica. È regolarmente invitato a tenere corsi e seminari presso prestigiose istituzioni internazionali, tra cui il Koninklijk Conservatorium dell’Aia e i Conservatori di Venezia, Parma, Ferrara, Cuneo, Cesena e molti altri.
Come regista d’opera ha firmato, per le Innsbrucker Festwochen der Alten Musik, l’allestimento e la regia de L’amazzone corsara di Carlo Pallavicino. A questa produzione si affianca un significativo ciclo di messinscene dedicate al teatro musicale seicentesco, realizzate in stretta collaborazione con la Cappella Musicale di San Petronio di Bologna diretta da Michele Vannelli, dando vita a produzioni caratterizzate da una forte ricerca tanto sul piano visivo quanto su quello filologico, tra cui L’incoronazione di Poppea, Il ritorno d’Ulisse in patria di Claudio Monteverdi, Il Trionfo di Camilla di Giovanni Bononcini e La catena d’Adone di Domenico Mazzocchi.
La sua attività discografica comprende numerose incisioni per alcune delle principali etichette specializzate e internazionali, tra cui Sony, Glossa, Naxos, Dynamic, CPO, Tactus e Arts.


















